Una grande Meta saluta la Coppa a testa altissima

Elogi, applausi e tanta fiducia, ma alla fine la Meta Catania Bricocity è costretta ad arrendersi davanti al Real Rieti, ma soprattutto davanti alla sfortuna che ha caratterizzato un match in cui gli etnei sono stati per unghi tratti padroni del campo.

Primo tempo tirato con le due squadre attente a non prestare il fianco all’avversario. Nei primi minuti meglio la Meta grazie ad un approccio aggressivo e determinato che portava al tiro per due volte Constantino, ma prima Putano e poi la mira imprecisa placavano la gioia rossazzurra. Nonostante l’ottimo primo tempo dei rossazzurri l’equilibrio regnava sovrano, con Tres e compagni bravi a difendere e ripartire, e pericolosi prima con Amoedo e poi con Musumeci. A passare in vantaggio, però, era Rieti che a un minuto dalla sirena, sugli sviluppi di fallo laterale, trovava la rete con Nicolodi servito perfettamente al volo da Joaozinho.

Splendida, nella ripresa, la reazione degli etnei che provavano a spingere con forza e veemenza mantenendo i ritmi alti ed il pressing costante. Col passare dei minuti i rossazzurri schiacciavano nella propria metà campo gli avversari con l’intensità e la determinazione della grande squadra. Le occasioni d’oro arrivavano al decimo minuto prima sui piedi di Espindola che si girava perfettamente in versione pivot evitando l’intervento avversario, ma in allungo era il palo a dire di no; poi con Constantino il cui sinistro si stampava incredibilmente sulla parte interna del palo per poi terminare fuori. Nel mezzo altre due palle gol con Espindola e Tres, ma in entrambi i casi a metterci una pezza era l’estremo difensore del Rieti. Nel finale, con il portiere di movimento, era ancora Constantino a cercare il bersaglio grosso, ma Putano si esaltava e deviava in angolo.

Niente semifinale, dunque, ma applausi a scena aperta per una squadra che avrebbe meritato almeno il pari e che saluta la Coppa Italia uscendo a testa altissima consapevole di aver recitato un ruolo da assoluta protagonista.

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